Pavimenti tattili: Architettura al servizio dei più deboli

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I percorsi tattili sono degli elementi di arredo urbano diffusi in Italia fin dal 1995, che limitano una parte delle barriere architettoniche ai disabili visivi, permettendo una migliore fruizione degli spazi pubblici e privati, in particolare marciapiedi, piazze, stazioni, centri commerciali, uffici pubblici, ospedali, attraversamenti pedonali ecc.

Nello specifico, questi speciali percorsi sono costituiti da particolari pavimenti tattili, che grazie alla combinazione di più moduli, permettono di comunicare delle informazioni o dei segnali di pericolo, tramite sensazioni tattili. L’obiettivo è quello di garantire la fruibilità degli spazi pubblici a portatori di handicap visivi, ovvero non vedenti ed ipovedenti, anche senza la presenza di accompagnatori, attraverso un percorso di guida dotato di rilievi.

La sensazione al calpestio abbinata alla scelta di tonalità cromatiche contrastati rispetto alla restante pavimentazione, variabili a seconda dell’ostacolo che si incontra via via lungo il percorso, favorisce quindi l’orientamento del disabile e la riconoscibilità degli eventuali pericoli e delle particolarità dei luoghi.

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Percorso tattile per non vedenti e ipovedenti


Come funzionano i percorsi tattili?

Passiamo ora a scoprire da vicino come funzionano i pavimenti tattili e come possono migliorare la mobilità di persone affette da deficit visivi. Prima di tutto bisogna considerare che questi speciali pavimenti sfruttano il senso del tatto plantare attraverso il calpestio di impronte sulla pavimentazione, ma anche il senso cinestesico, ovvero  la sensazione di dislivello dei vari moduli adoperati.

Le singole “mattonelle” contengono, quindi, un codice e la loro combinazione costituisce un percorso-guida. Il codice è formato da sei indicazioni presentate dalla Commissione Barriere Architettoniche presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ovvero: Arresto o pericolo; direzione rettilinea; attenzione; incrocio; pericolo valicabile; svolta obbligatoria a 90°.

Le prime due sono impronte principali, mentre le seguenti quattro servono ad informare l’utilizzatore della presenza di incroci, semafori, attraversamenti, scale, variazioni nel percorso e in generale situazioni in cui occorre prestare attenzione o proseguire con l’aiuto di un normovedente.

Altro aspetto importante è l’uso del contrasto cromatico, o luminanza, ovvero una differenza nei colori tra il percorso e il resto della pavimentazione, in modo da permettere anche agli ipovedenti di seguire il percorso.

Esistono sul mercato molte aziende che producono e commercializzano questo genere di prodotti, realizzati in materiali rigidi di vario genere, che spaziano dagli autobloccanti al gres porcellanato, fino agli adesivi in gomma, permettendone l’integrazione in qualunque contesto.

pavimenti per non vedenti

Quando si usano i pavimenti tattili?

Anche se l’Italia ha introdotto l’uso dei pavimenti tattili già dal 1995, è solo con l’ingresso in Europa che le regole per l’inserimento di questo interessante sistema si sono adeguate alle indicazioni europee, rendendo il tutto meglio percepibile e più funzionale.

Attualmente l’uso ne è regolamentato in particolare dal D.P.R. 503/1996, e dal D.M. 236/1989 per consentire a non vedenti ed ipovedenti “l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo” anche se a favorirne l’uso dovrebbe essere piuttosto il senso civico e l’attenzione sociale verso i soggetti più deboli.

Se la legislazione si è occupata da tempo dell’abbattimento delle barriere architettoniche per le persone con disabilità motoria, invece, le barriere percettive che ostacolano i disabili sensoriali, hanno suscitato solo da poco tempo la sensibilità dell’opinione pubblica e dei progettisti.

Negli ultimi anni, i percorsi tattili, sono stati gradualmente inseriti oltre che nei luoghi pubblici molto frequentati, come stazioni ferroviarie e metropolitane, aeroporti, piazze, anche in musei, teatri, parchi, sebbene non rappresentino luoghi di particolare pericolo, creando percorsi turistici, sportivi e ricreativi, esclusivamente al fine di rendere fruibile un luogo d’interesse, ampliando l’autonomia del disabile visivo.

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